Non è più una coincidenza. Se Albano — per qualità individuale probabilmente il roster più completo del girone, se non dell’intero campionato — è caduta al Garden, e se prima ancora l’attuale capolista e poi Polaris, quando occupava il secondo posto, avevano già lasciato punti contro l’Olimpia, allora il dato diventa indicativo. Non si tratta di episodi isolati, ma della capacità di questa squadra di alzare il proprio livello contro avversari di prima fascia e di reggere il confronto tecnico e fisico con chi ambisce al vertice.
In altri contesti e vista la classifica, si parlerebbe di “scheggia impazzita”, ma la definizione sarebbe riduttiva. Qui non c’è casualità né serate isolate: c’è la sensazione crescente di un gruppo che sta imparando a conoscersi per davvero sul parquet, a riconoscere i propri momenti dentro la partita e a colpire quando l’inerzia lo consente.
Ieri sera al Garden è arrivata un’altra conferma di quello che sembra a tutti gli effetti un trend: 84–73 contro Albano Basket Club, ex capolista e tra le principali contendenti al titolo di D1. Una vittoria costruita con metodo, faccia tosta e controllo.
Avvio combattuto, con gli ospiti forti della larga vittoria dell’andata. I 22 punti del primo quarto di Albano non nascono da grande fluidità ma da impatto fisico e seconde opportunità. L’Olimpia resta in scia (18–22) senza forzare, accettando il piano muscolare e cercando equilibrio contro una difesa avversaria volutamente conservativa.
Dal secondo quarto l’inerzia cambia. Albano prova ad alzare ulteriormente il livello dei contatti, cercando di spezzare ritmo e fluidità. L’Olimpia risponde con ordine: abbassa i possessi, seleziona meglio i tiri e chiude l’area con maggiore compattezza, pareggiando la fisicità sotto le plance con Sabelli ed Ercoli, solidi a rimbalzo e nei duelli diretti. Il parziale di 24–5 nasce da qui: controllo dei possessi, transizioni scelte e non subite. All’intervallo il 42–27 certifica lo strappo.
Nel terzo periodo Albano reagisce (26 punti), alza la pressione e trova più continuità dall’arco. L’Olimpia non si scompone e risponde con 21 punti di sostanza. Del Prete è in stato di grazia: al tiro non sbaglia praticamente mai, anche quando gli avversari provano a sporcare ogni ricezione con contatti e tentativi di innervosimento. Carboni colpisce nei momenti chiave, con triple costruite anche a gioco rotto che spengono i tentativi di rimonta.
Nell’ultimo quarto, con Albano ormai sulle gambe, il campo si allarga. L’Olimpia corre in contropiede, attacca gli spazi e guadagna falli preziosi. Il 14/15 ai liberi chiude definitivamente i conti, mentre gli ospiti, più volte infilati in campo aperto, sono costretti ad arrendersi.
Se alcune delle migliori del girone hanno tutte lasciato qualcosa contro l’Olimpia, è perché questa squadra sta consolidando identità e struttura. Ieri sera, contro la capolista, non è arrivata un’impresa isolata, ma un’altra tappa di un percorso tecnico e di consapevolezza che sta prendendo forma con continuità e maturità.
