ASSALTO ALLA CORONA

 

Dal cambio di palazzetto all’overtime, l’Olimpia Roma soffre, resiste e vince 95-89 contro St. Charles, mostrando maturità nei momenti chiave.

Che la serata sarebbe stata lunga lo si poteva intuire già dallo spostamento di location all’ultimo momento, con il match trasferito al Palazzetto del San Paolo Ostiense per i problemi al campo del Sant Charles.

Il parquet ha poi confermato le sensazioni iniziali: una gara combattuta fino all’overtime, risolta dall’Olimpia Roma con il 95-89 finale, un successo che vale come un vero e proprio manifesto di maturità.

Una partita che respira, che cambia umore a ogni possesso, con il punteggio che si annoda e si scioglie di continuo: otto volte in parità, undici cambi di leadership, il pubblico trattenuto sul filo fino all’ultimo tiro.

L’Olimpia parte con la faccia giusta, piazza subito un 1-9 che sembra voler indirizzare la serata, ma St. Charles non arretra e chiude il primo quarto in scia.

Nel secondo periodo gli ospiti trovano ritmo e continuità, allungano fino al 45-36 e danno l’impressione di poter controllare, trascinati da un Matteo Sabelli ispirato e lucido, capace di mettere punti e dare fiducia ai suoi.

Dopo l’intervallo però la gara si ribella a ogni previsione: St. Charles rientra con un parziale di 11-0 che ribalta l’inerzia, rimette tutto in equilibrio e trasforma il match in una sfida di nervi.

Si arriva così al 58-58 del terzo quarto e al 78-78 al termine dei regolamentari, fotografia perfetta di un confronto in cui nessuno riesce a scappare davvero. Nel supplementare emerge la qualità dell’Olimpia, più fredda e più precisa nei momenti che contano: le triple, dieci alla fine, scavano il solco decisivo e premiano la scelta di affidarsi alle proprie certezze.

Davide Del Prete gioca una partita estremamente solida, sempre in campo, firmando 21 punti e guidando i suoi nel momento più delicato; Alessio Polo lo affianca con 20 punti e cinque bombe che fanno male; Ercoli, Carboni e Seck aggiungono peso specifico a un attacco che trova risposte diverse.

St. Charles lotta fino all’ultimo possesso, sostenuta dai 22 di Lattanzi e dai 19 di Di Francesco, ma deve arrendersi a un finale in cui l’Olimpia mostra maggiore lucidità e sangue freddo.

È una vittoria che va oltre il punteggio, perché racconta una squadra capace di soffrire, di rialzarsi dopo il controbreak subito e di scegliere bene quando la partita chiede personalità: ingredienti preziosi, da squadra che sa stare dentro le gare vere.