Parziali: 22-20 / 21-16 / 13-8 / 25-14
HSC Roma: Montano, Quarta 31, Iannicelli, Marangon 12, Esposito, Cason, Scalfarotto, Napolitano, Cirulli 18, Meola 3, Ndzie Meteh, Dron 17; Coach: Tonolli
Olimpia Roma: Rangel Parra 16, Pitorri 2, Del Prete 4, Fugallo 6, Vlad, Fiore 7, Bacchi 2, Di Felice 2, Pandolfi, Cenciarelli 1, Greco 14, Mattiangeli 2. All. Franzé
Si è chiusa con una sconfitta sul campo dell’HSC la stagione dell’Olimpia Under 15. Un’annata sicuramente positiva con un sesto posto finale che rispecchia bene o male il valore di una squadra troppo incostante nel rendimento: imbattibile o quasi in casa (come dimostrano i successi su Stella Azzurra e Alfa Omega), spenta, distratta e quasi arrendevole o rinunciataria in trasferta, dove fin dalla prima giornata a Rieti ha perso quei punti che potevano trasformare un buon campionato in un’annata eccezionale. Già, perché anche se le quattro squadre arrivate davanti sono obiettivamente superiori, quel quarto posto non era poi così irraggiungibile come dicono i 10 punti finali di distacco. Peccato, ma niente drammi. Ora è tempo di bilanci e di guardare avanti, perché questa squadra ha bisogno di rinforzi, specie sotto le plance. Perché è lì che si sono perse troppe battaglie e forse anche la guerra, come ha dimostrato oggi Quarta mettendo dentro la retina quasi tutti i palloni che gli sono arrivati nel pitturato.
Per quel che riguarda la partita con l’HSC, l’Olimpia ha giocato due quarti di altissimo livello, grazie soprattutto agli spunti di Rangel Parra (16 punti con 8/13 da 2) e di Greco che è riuscito a trasformare in oro quasi tutto quello che gli è passato tra le mani: 3/3 da 2 e 2/4 da 3 e soprattutto con zero palle perse (come Rangel Parra), la vera nota dolente della giornata in casa Olimpia insieme alla pessima giornata al tiro di Pitorri e Del Prete, due delle maggiori bocche da fuoco della squadra in questa stagione. Ma alla fine di una stagione da 26 partite ufficiali, può capitare una domenica storta o di pagare il caldo e l’assenza di aria all’interno di un impianto bellissimo ma con un’areazione che lascia a desiderare.
Dopo due quarti giocati alla pari con i padroni di casa e con molti rimpianti per troppi errori da sotto (anche in solitudine…), la partita si è decisa nel terzo quarto, quando a causa di qualche decisione arbitrale discutibile un po’ tutti in casa Olimpia hanno perso la “serenità” e il filo del discorso. Peccato, perché anche se non aveva nulla da chiedere a questa partita per 25’ la squadra di Franzé ha lottato alla pari con l’HSC, tenuta a galla nei momenti di difficoltà dalle triple di Dron e Cirulli, oltre che dallo strapotere di Quarta sotto le plance.
